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Intervista a Ciccio Sultano

Un nuovo progetto ti vede testimonial dell’azienda Testa, famiglia di pescatori dal 1800: parliamo di conservazione e trasformazione di diverse tipologie di pescato proveniente dal mare Mediterraneo in prodotti sott’olio e sughi per pasta. Com’è nata questa collaborazione?

La verità ci ha messo lo zampino. Nel senso che io ho sempre scelto grandi prodotti, fatti da persone, grandi umanamente e professionalmente e loro sono una famiglia che coltiva il mare da almeno duecento anni. 
La collaborazione tra di noi è il risultato di un’addizione. Il mio ruolo è quello di testimonial e di consigliere del gusto a cui aggiungerei anche una certa capacità organizzativa.

Un progetto avviato tempo fa che vede oggi la luce.

Ci siamo, innanzitutto, occupati di costruire l’immagine di Testa Conserve, partendo da una mia idea, quella di puntare su una grafica alla Marcello Dudovich, il pittore e illustratore del primo Novecento. Da lì, la scelta di uno stile che ricordasse, modernizzandolo, il periodo d’oro della Sicilia, quello del liberty e dei Florio.
Il risultato raggiunto si deve alla sensibilità della famiglia Testa, a un’importante agenzia di comunicazione, Helvetika di Padova, e al talento di Giovanni Robustelli, amico e artista siciliano.
Trionfano la linea curva, le tinte calde e marine, un’idea di ottimismo e laboriosità.

Quali saranno i prodotti che verranno commercializzati e quante linee realizzerete?

Dal tonno rosso alla boga, dallo sgombro, dal sugarello alle alici. Prodotti sott’olio e sotto sale. Poi, a partire dal 2019, ci saranno altre novità.

Parliamo ovviamente di una vasta gamma di prodotti che hanno come filo conduttore la biosostenibilità del mare e la qualità del prodotto finito: l’olio di risulta del tonno non sarà di certo da buttare.

Certo, il rispetto dell’ambiente e una pesca controllata, basata sulle quote, è alla base di qualsiasi discorso che abbia il cibo e il benessere come fondamenta. In più, testa Conserve userà come olio, sia l’evo sia l’olio di girasole bio, spremuto a freddo e coltivato in Italia. Il che vuol dire che l’olio del barattolo non si butta mai, ma si usa per condire o per fare delle salse emulsionate.

Quale sarà la produzione iniziale?

Precisiamo subito che non stiamo parlando di industria, ma di una produzione artigianale di altissima qualità. Una produzione virtuosa, perché chiude il cerchio tra chi pesca, chi trasforma e il consumatore. Saranno edizioni di pregio, limitate.

Spesso si è portati a fare una distinzione tra pesci di serie A e di serie B: questo progetto sarà d’aiuto per far capire che ogni tipo di pesce, se buono, è ottimo nella sua semplicità.

Mi viene in mente che nel medioevo, in Sicilia, i tartufi neri erano mangiati solo dai poveracci, da chi aveva fame. Era un cibo residuale, di sopravvivenza. Questo per dire che è la domanda a far salire il valore di un bene. Ora, la distinzione tra seria A e B del pesce è determinata dalla domanda non dalla bontà (vedi tartufo, ieri e oggi). La carne di una boga o un sauro o sugarello non ha paura di confrontarsi con quella di una spigola o di un San Pietro. Anzi, il sauro crudo è eccezionale!

Quanto è importante coniugare la praticità – l’aprire un sugo già realizzato o un barattolo di tonno – unitamente alla qualità in un momento storico come quello a noi contemporaneo?

La risposta è implicita nella domanda: è molto importante proporre qualcosa di valido e veloce.

Quali sono le vostre aspettative da qui a tre anni?

Essere presenti sugli migliori scaffali del pianeta.

Ritratti

pippo testa

Intervista Pippo Testa
Comandante

nino testa

Nino Testa
Gestione dell’Innovazione

tuccio testa

Tuccio Testa
Direttore Commerciale

giuseppe testa

Giuseppe Testa
Amministrazione

Nino Testa
Secondo Comandante