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Nino Testa: secondo capitano

Nino Testa: A dodici anni per gioco, a sedici per scelta

secondo capitano

Sono salito in barca con mio padre, allora capitano, a dodici anni. Mi imbarcavo un po’ prima della fine della scuola, quasi per gioco. La scelta definitiva è avvenuta, a sedici, mentre frequentavo l’Istituto Nautico. La voglia di continuare nella tradizione di famiglia è stata più forte. Se, insieme ai miei cugini avessimo pensato a altro sarebbe stato come far legna di un albero secolare. Forse, in famiglia, preferivano che optassi per la marina mercantile o militare. Invece, ho scelto di navigare per pescare. Alla frase: papà mi porti in mare è subentrata: papà vengo in mare.
Il mare, per me, è un po’ come la testa del polpo. Quando ho iniziato a imbarcarmi d’estate e a Natale, rinunciando alle vacanze come facevano gli altri ragazzi ho imparato il mestiere e, contemporaneamente, ho scoperto la passione per la cucina.
A quei tempi, di solito, il cuoco era un marinaio comandato che non cucinava neanche a casa. In mare, l’importante era mangiare, anche pasta e fagioli con quaranta gradi all’ombra.
Di quella dieta non volevo saperne e, poco a poco, portandomi dietro un padellino, ho iniziato a capirci qualcosa. La cucina è fatta di chimica e fisica. Cucinare è un po’ come armare e guidare una barca, ci vuole spirito di osservazione, regole, umiltà, cultura ed entusiasmo.
Ora, posso dire di amare il mare da due punti di vista.

RITRATTI

pippo testa

Intervista Pippo Testa
Comandante

nino testa

Nino Testa
Gestione dell’Innovazione

tuccio testa

Tuccio Testa
Direttore Commerciale

giuseppe testa

Giuseppe Testa
Amministrazione

Nino Testa
Secondo Comandante