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Testa Conserve, Rossella Fiamingo, spadista siciliana, ovvero danzare in pedana

Testa Conserve, Rossella Fiamingo, spadista siciliana, ovvero danzare in pedana

Testa Conserve, Rossella Fiamingo, spadista siciliana, ovvero danzare in pedana

 

 

Ci racconti la sua storia di schermitrice, la prima gara, il primo successo e cosa significa allenarsi: tempi, esercizi…

La mia prima gara è stata a livello provinciale, una gara mista che ho vinto, dando filo da torcere anche ai maschietti. Avevo otto anni e si trattava di due prove: una di scherma e l’altra di agilità dove fui avvantaggiata dal fatto che mi piaceva molto la ginnastica ritmica e la danza classica che non ho continuato, perché mio padre mi ha convinto a seguire la scherma sulle orme di mio fratello. E così è stato, prima con il Gruppo sportivo Forestale e poi con i Carabinieri. In fondo, anche incrociare la spada in pedana è un modo di danzare. Bisogna memorizzare e coordinare i movimenti e, soprattutto, stare attenti al tempo. Un aspetto in cui mi ha aiutato molto i dieci anni di pianoforte, coronati dal diploma al Conservatorio di Catania.

Che caratteristiche deve avere una spadista rispetto alle altre discipline della scherma?

La principale difficoltà è di raggiungere una continuità nel rendimento. Cosa che, invece, mi è capitata, conquistando la prima medaglia olimpica femminile a Rio e, poi, anche il bronzo a squadre, a Tokyo. Nella spada ci vuole tantissima concentrazione. Intanto, è un’arma più pesante e prima di affrontare l’avversario devi avere le idee chiare, perché puoi colpire ed essere colpita, anche se solo di punta, in tutte le parti del corpo, valendo pure il colpo doppio o sulla mano. Per non parlare del fatto che emergere nella spada è difficile, perché ci sono più atleti e più nazioni che la praticano.

Il mare, qual è la prima immagine che le viene in mente?

Il mio mare, ad Acireale, dove vivo e mi alleno. Quando ero a Tokyo, proiettavo dei miei video in canoa per sentirmi meno reclusa e quasi a casa.

Lei che oltre a duellare di spada è pianista e soprattutto, laureata in Dietista, può dirci, in sintesi, su cosa si basa la dieta di un atleta?

Su un’alimentazione equilibrata, indispensabile per affrontare i lunghi esercizi di preparazione e le gare che durano anche un’intera giornata.
Solo ingredienti sani, possibilmente bio, il meno artefatti possibili. Il problema non è perdere peso, ma avere l’energia sufficiente che consenta di mantenere lucidità e prestanza fisica.

La qualità della materia prima e l’abilità nel trasformarla oltre alla sostenibilità della pesca, rendono il tonno rosso Testa Conserve, insieme al pesce azzurro, un prodotto buono e sicuro. L’alimentazione fa parte della preparazione fisica. In che percentuale?

Se dovessimo disegnare uno schema, la performance di una schermitrice dipende al 70 per cento dalla concentrazione e il 30 per cento da un fisico allenato. Due fattori che, però, dipendono a loro volta da una corretta alimentazione. Agli atleti consiglierei la dieta mediterranea che privilegia cereali, frutta, verdura, semi, olio di oliva. Rispetto a un più raro uso di carni rosse e grassi animali (grassi saturi) presenta un consumo moderato di pesce, carne bianca (pollame), legumi, uova, latticini, vino rosso, dolci. Ho conosciuto la famiglia Testa, ho visitato il loro stabilimento e sono rimasta colpita sia dal modo “naturale” che hanno di trattare i prodotti sia dal fatto di impegnarsi direttamente, come una famiglia e non un’industria.

Ha dei ricordi personali legati alla pesca, a qualsiasi tipo di pesca?

È la prima volta che mi fanno questa domanda e, anche qui, devo partire da mio padre che mi ha insegnato i segreti della pesca da riva con la canna. Da piccola, era diventata una tale passione che mi svegliavo alle cinque per prendere i pesci migliori.

Ci spieghi in cosa si distingue la scuola di scherma siciliana e quali sono, se ci sono, degli esempi che l’hanno ispirata nella sua carriera?

Si, esiste una scuola e una tradizione siciliana che risale a Paolo Pizzo e si è perpetuata con atleti come Marco Fichera, Daniele ed Enrico Garozzo, Alberta Santuccio, Giorgio Avola, Loreta Bulotta. Persone che hanno iniziato come me, partendo dalle gare regionali per affacciarsi alla ribalta olimpica. Atleti di tutta la Sicilia che, rispetto ad altri, hanno una carica in più. Una grinta che deriva dal sacrificio di doversi sempre spostare per gareggiare e di non deludere gli sforzi dei propri genitori. I miei modelli, quelli che osservano attentamente anche nel modo di muoversi, il cui esempio è stato fondamentale sono stati e restano Valentina Vezzali, Giovanna Trillini e Aldo Montano senza dimenticare la presenza quotidiana del mio maestro Gianni Sperlinga.

Foto Fiamingo: Augusto Bizzi

Famiglia Testa pescatori
in Sicilia dal 1800